In questo spazio mensile di riflessione, all'interno della rubrica “Movimento popolare”, abbiamo provato ad usare stimoli provenienti dalla nostra storia per riflettere sul presente e soprattutto sul futuro…
In marzo, ripercorrendo la nascita dei circoli, abbiamo visto come questi siano sempre stati essenzialmente il punto di intreccio tra la cellula base di un movimento sociale e una parte di un sistema di welfare. Movimento significa pensare che tutti (in forma non individuale, per questo i circoli) siano chiamati a partecipare per definire il programma, la direzione e le sfide che il movimento deve prendere. Sistema di welfare significa tutto quell’insieme di iniziative, progettate e realizzate per rispondere ai bisogni del territorio.
In aprile, riscoprendo la ricerca di Ilvo Diamanti degli anni 80, abbiamo visto come la dimensione organizzativa necessaria per lo sviluppo dei circoli risiedesse nel supporto delle sedi provinciali e nella promozione e nascita di una rete tra i circoli.
In maggio, leggendo trasversalmente le prime foto emerse da “Il giro d’Italia attraverso i circoli” ed intrecciando le riflessioni da … abbiamo visto come la biodiversità associativa esistente non è di per sé un limite, ma una risorsa.
In giugno, riscoprendo la ricerca sulle strutture di base realizzata ad inizio anni 2000, abbiamo visto come sia importante tener presente il ciclo di vita delle organizzazioni.
In settembre, l’esperienza estiva di accoglienza dei ragazzi Ucraini, è stata occasione di declinare in modo intrecciato le caratteristiche dello stile popolare e dello stile pacifico.
Cosa dire, quindi, a conclusione di questo itinerario? Cosa significa per noi essere movimento popolare?
Alcuni lo fanno corrispondere al mantenimento e alla rigenerazione dei circoli.
Altri sottolineano la necessità di tornare ad uscire dalle sedi, di scendere in piazza, di manifestare.
Altri ancora connettono la capacità di essere popolare con la capacità di stare sui social, di farsi capire, abitando i flussi di comunicazione di oggi, alla portata di tutti.
Altri ancora, infine, riprendono l’idea di allargare la base associativa, coinvolgendo quelli che oggi sono clienti ed utenti dei servizi.
Analizzando tesi e relazioni le 5 caratteristiche di stile risultano uno degli aspetti più trasversali ed in fondo sono la cornice di senso in cui queste linee di azione possono allargarsi e ricomporsi, tenendo sempre presente che, come negli incontri di Papa Francesco con i movimenti popolari, lo stile declina anche un contenuto. Per gli incontri mondiali era techo, tierra, trabajo (casa, terra, lavoro), per noi in questi anni è stato pace, lavoro e dignità. Quale sarà il trittico centrale dei prossimi anni lo dirà il dibattito congressuale, che tutti siamo chiamati a continuare a partecipare.