I volontari del Servizio Civile riflettono sulla pace al terzo Festival nazionale del Servizio Civile...
Dal 25 al 26 settembre 2024, Bologna è diventata il palcoscenico di un’importante riflessione sulla pace, ospitando la terza edizione del Festival Nazionale del Servizio Civile, presso il suggestivo spazio DumBo. Organizzato dalla Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile (CNESC), l'evento ha avuto come titolo “La pace non si aspetta, si prepara”, richiamando l'urgenza di un impegno quotidiano e attivo nella costruzione della pace. Tra i partecipanti, un ampio numero di volontari provenienti dai diversi enti aderenti alla CNESC, tra cui le ACLI, le cui testimonianze hanno arricchito il confronto sul ruolo fondamentale del Servizio Civile nella promozione dei diritti umani, della giustizia sociale e dell'inclusione.
Il festival ha visto una combinazione di talk, spettacoli teatrali, laboratori interattivi e performance musicali, che hanno offerto uno spazio di riflessione su temi cruciali come la crisi climatica, la nonviolenza, il protagonismo giovanile nella promozione della pace e nella promozione del servizio civile. Le ACLI, in particolare, con la presenza dei propri volontari e operatori hanno sottolineato come il lavoro sul territorio possa contribuire alla coesione sociale e alla prevenzione dei conflitti attraverso l'educazione e la sensibilizzazione.
Tra gli ospiti di spicco, l'artista e attivista climatica Carlotta Sarina, conosciuta come Lotta, ha catturato l'attenzione del pubblico con la sua performance Detonazione, un’opera che fonde arte e attivismo per affrontare i temi della crisi climatica e della necessità di azione collettiva. Lotta, giovane rappresentante della generazione che vive in prima linea le conseguenze del cambiamento climatico, ha utilizzato il suo linguaggio artistico per sensibilizzare e spingere alla riflessione su come la pace passi anche attraverso la cura dell'ambiente e delle risorse naturali.
Non sono mancate le performance musicali, tra cui quella di Alberto Bebo de Lo Stato Sociale, che con lo spettacolo “Qualcuno con cui parlare” ha regalato momenti di riflessione attraverso un dialogo ironico e profondo sulla comunicazione, sul silenzio e sull'importanza dell'ascolto reciproco, elementi fondamentali per la costruzione di una pace duratura. Lo Youth Music Contest, dedicato a musicisti emergenti under 30, ha dato spazio a giovani talenti che, attraverso la musica, hanno potuto esprimere i loro pensieri e le loro preoccupazioni sulla guerra, la violenza e le disuguaglianze sociali.
La Presidente della CNESC, Laura Milani, ha sottolineato come questi momenti rappresentino non solo un momento di festa e incontro, ma soprattutto un’occasione per riflettere sulla responsabilità di ogni cittadino nella costruzione della pace. "Non possiamo aspettare che la pace venga da altri," ha dichiarato, "dobbiamo essere noi, attraverso il nostro impegno quotidiano, a prepararla e a renderla possibile".
Il festival, in quest'ottica, ha voluto ribadire l'importanza di non delegare ad altri il compito di difendere i valori costituzionali e promuovere la giustizia sociale, ma di essere protagonisti attivi nel costruire una società più inclusiva e pacifica.
Infine, Il Festival è stato anche l’occasione per lanciare la campagna “QUANTO VALE IL FUTURO? Più servizio civile, per investire nei giovani e nel bene comune!", promossa oltre che dalla CNESC dal CSEV dal, CSVnet, dal Forum Nazionale del Servizio civile e dalla Rappresentanza nazionale degli operatori volontari per chiedere continuità nella stabilizzazione del Servizio Civile considerato che questo importantissimo istituto versa nuovamente in uno stato di incertezza e precarietà dopo un triennio positivo dovuto ai fondi del PNRR.