L’associazionismo come risorsa, tra reti e campagne: fare rete è diventata una necessità, per poter costruire qualche orizzonte, in un mondo che è sempre più caratterizzato da incertezza, mutamenti repentini, emergenze planetarie…

Stiamo vivendo un periodo di grande esplosione di reti, partnership, alleanze, che vedono coinvolti tra i promotori le associazioni nazionali di promozione sociale, dopo anni nei quali il mondo dell’associazionismo, anche a partire dalla forte appartenenza identitaria dei suoi soci, militanti, dirigenti, ha spesso rappresentato un “arcipelago di isole”[1].

Le ragioni alla base di questo fenomeno sono certamente differenti e diversificate. La pandemia ci ha insegnato che nessuno si salva da solo, che si sfugge alla parcellizzazione dei legami, all’atomizzazione delle esistenze, all’individualismo delle scelte personali, solo mettendosi insieme. Nei casi più virtuosi, le associazioni e le realtà di terzo settore costruiscono una rete per la consapevolezza che alcuni obiettivi siano così ambiziosi e inoltre poco sostenuti da un largo consenso, che si ritiene di unire le forze, di mettere insieme le voci, di sostenere le diverse argomentazioni, di metterle a sistema. In altri casi le realtà organizzate si mettono insieme per costruire una prospettiva concreta di azione, per condividere un percorso, per partecipare ad un bando.

Fare rete è diventata una necessità, per poter tracciare qualche via, costruire qualche orizzonte, in un mondo che è sempre più caratterizzato da incertezza, da mutamenti repentini, da percoli ed emergenze planetarie: siamo stati accompagnati nell’ultimo trentennio da diverse rappresentazioni della realtà, da diverse metafore, come quella dell’ “epoca delle passioni tristi” (M. Benasayag) , della “società liquida” (Z. Bauman), della “società del rischio” (U. Beck), la “società dell’angoscia” (Byung-chul Han), l’epoca delle policrisi (E. Morin). In un mondo in cui il futuro sembra sempre più difficile da prefigurare e da tracciare, le realtà associative che sono più orientate a svolgere una funzione di immaginazione politica provano a condividere visioni comuni, scenari collettivi, azioni concrete e strumenti.

In questo panorama si colloca anche l’esperienza della Via Maestra, che da circa un anno e mezzo, riunisce più di 100 associazioni e realtà organizzate intorno al tema della difesa della Costituzione e della promozione dei diritti costituzionali. Un’esperienza iniziata con la grande manifestazione del 7 ottobre 2023 a Roma per il lavoro, per la pace, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l’autonomia differenziata. Poi passata attraverso la mobilitazione nazionale contro l’autonomia differenziata, che ci ha visto protagonisti anche come ACLI all’interno del Comitato per il sì al Referendum per l’abrogazione della legge sull’Autonomia Differenziata.

Ora la Via Maestra prova a dare un indirizzo più di mobilitazione e movimentista, che si alimenta dal basso della spinta che diversi movimenti, reti, campagne a livello locale promuovono. La sfida infatti è sempre più grande, in una fase storica in cui si assiste ad un assottigliamento del pluralismo democratico e del riconoscimento delle minoranze, ad un aumento della polarizzazione sociale, all’affermarsi di una comunicazione che fomenta odio, al dilagare di una deriva politica autoritaria e populista di destra, che riduce la libertà di espressione, che criminalizza la solidarietà, che colpevolizza le persone che vivono situazioni di povertà e difficoltà, che riduce le forme di tutele sociali, che propone chiusura securitaria al posto di politiche educative diffuse e di strada.

Nel corso dell’Assemblea Nazionale della Via Maestra del 7-8 febbraio a Roma, sono state, infatti, presentate 13 diverse campagne territoriali, animate e condotte da reti di realtà che afferiscono a Enti nazionali in alcuni casi, oppure associazioni locali, in altri casi. Ad esempio: la campagna Ferma il riarmo!, promossa da Fondazione Perugia Assisi per la Cultura della Pace, Greenpeace Italia, Rete Italiana Pace e Disarmo e “Sbilanciamoci!”; il Social Forum Abitare, promosso da CNCA, Arci, ACLI, Gruppo Abele; la rete italiana No DDL Sicurezza – A Pieno Regime; Rete per la sanità pubblica in Lombardia, promossa anche dalle ACLI Lombardia; Campagna “Ecogiustizia subito! Nel nome del popolo inquinato” promossa da Legambiente, ACLI, Azione cattolica, Agesci, Arci e Libera; “Ci vuole un reddito”, promossa da una trentina di associazioni e gruppi che operano a Roma.

Realtà associative diverse per storia, cultura, rappresentanza, trovano facilmente temi comuni su cui ricostruire una partecipazione attiva e democratica, sperimentare forme di attivismo diffuso, contrastare l’impoverimento del tessuto democratico in atto nel nostro paese e opporsi al modello neoliberale dominante. Sono realtà che sognano e provano a costruire modelli sociali, culturali e sociali fondati sul lavoro, sulla sostenibilità sociale e ambientale, sul welfare pubblico e universalistico, sulla tolleranza e sulla solidarietà.

L’Assemblea della Via Maestra ha dunque auspicato di fare un salto di qualità declinandosi maggiormente a livello locale, nei territori, individuando campagne locali in grado di allargare l’alleanza a nuovi soggetti e proseguendo i tavoli di approfondimento sui temi:

a) ambiente e lavoro, tema che deve essere rilanciato dai movimenti progressisti europei;

b) diritti sociali e welfare, per favorire un approccio promozionale e superare una deriva assistenziale;

c) riforme costituzionali e questione democratica;

d) infrastrutture (nuova proposta).

L'attivismo civico continua a essere una sfida per la nostra associazione. Le campagne rimangono uno strumento fondamentale per assumere quello sguardo politico che motiva da sempre il nostro “fare”, l’agire delle ACLI, per alimentare la collaborazione con i tanti mondi vitali che incontriamo nei nostri territori, per essere un’associazione che si mobilita e che riesce ad attivare partecipazione sociale e politica dal basso.

 

[1] C. Caltabiano, T. Vitale, G. Zucca, La prospettiva civica. L’Italia vista da chi si mette insieme per cambiarla, Decimo Rapporto IREF sull’associazionismo sociale, Feltrinelli, Milano 2024.

Partecipazione politica – Associazionismo: Una democrazia vitale https://pop.acli.it/images/MARZO_2025/foto4_via_maestra.jpg Redazione POP.ACLI