Quale rilevanza ha la campagna "Pace, Lavoro e Dignità" sulla capacità di attivare il territorio in tutti i suoi luoghi di incontro, province o circoli?

La partecipazione è un elemento fondante di tutte le associazioni. È chiaro che, quando questa viene a mancare, le associazioni perdono di senso e di vita. Ecco perché è importante creare partecipazione, curarla quotidianamente e mantenerla viva nel tempo.

In questo quadro, la Campagna Pace Lavoro e Dignità delle Acli che viene annualmente lanciata a primavera a cavallo di importanti festività come il 25 aprile, il 1° maggio, il 9 maggio e il 2 giugno, rappresenta un’occasione quasi unica per educare alla partecipazione. Lo testimonia l’ampio numero di iniziative svolte che quest’anno sono arrivate a circa 700. Quale rilevanza ha la Campagna sulla capacità di attivare il territorio in tutti i suoi luoghi di incontro, province o circoli che siano? Lo abbiamo chiesto ad alcuni presidenti Acli di cui seguono le testimonianze.

Stefania Romano, Presidente provinciale Acli Brescia

Il periodo in cui si colloca la Campagna Pace-Lavoro-Dignità è sempre particolarmente intenso, quest’anno un po’ di più. L’anniversario della Resistenza, l’ottantesimo compleanno delle Acli bresciane, l’appuntamento elettorale con i referendum di giugno hanno favorito la proposta di momenti significativi, caratterizzati da un forte coinvolgimento dei nostri 70 circoli.

Idealmente dal 25 aprile al 9 giugno il calendario associativo provinciale ha visto incontri di approfondimento sul tema lavoro, un inserto nel periodico diocesano La voce del popolo in occasione del Primo maggio, confronti sui referendum presso i circoli, marce in favore della pace, la Giornata dell’Europa e un’interessante conferenza stampa allargata, in collaborazione con le Acli lombarde, per la presentazione del Report dei redditi, riferito ai dati di OVeR - (Osservatorio Vulnerabilità e Resilienza) nella nostra provincia.

Pace lavoro e dignità sono messe a dura prova dal peso sempre più schiacciante delle disuguaglianze.  È ormai chiaro che sta aumentando la forbice tra ricchi e poveri, tutelati e precari, strutturati e vulnerabili; si è assottigliato inesorabilmente il ceto medio, per cui molte scelte di vita diventano sempre più complesse o impattanti, se non proibitive.

Le disuguaglianze economiche e sociali che ci attraversano, riflettono una realtà che riguarda non solo il livello di reddito ma anche l’accesso a servizi fondamentali come la sanità, i trasporti, l’istruzione. Basti pensare le spese sanitarie dei lavoratori più ricchi sono quasi il doppio rispetto a quelli che si avvicinano alla soglia di povertà relativa.

La sfida delle sfide, a livello globale, rimane quella dell’equità. Sfida impegnativa che può essere giocata e vinta solo se tutti gli attori in campo giocano una partita responsabile e onesta. La sfida è grande, ma la storia delle Acli ci insegna che con impegno, solidarietà e passione, possiamo affrontarla, “tutti responsabili di tutti”, sempre attenti a non lasciare indietro nessuno.

Andrea Valente, presidente provinciale Acli Pisa

Pace, Lavoro, Dignità: sono parole importanti, cariche di significato. Eppure, per molti sembrano appartenere a un tempo passato, a una stagione di diritti e battaglie sociali che non ci riguarda più.

È un paradosso: più i concetti sono grandi e profondi, più rischiano di sembrare lontani dalla vita di tutti i giorni, quasi simbolici o da cerimonia.

Per questo credo che serva una quarta parola che li renda concreti, attuali, vicini alla nostra esperienza: Futuro.

Solo se – come persone e come ACLI – sapremo leggere e vivere Pace, Lavoro e Dignità pensando al futuro, potremo trasformare questi ideali in scelte vere, in proposte politiche e sociali coerenti, che parlino davvero alla gente.

La rassegna di incontri che abbiamo organizzato con il nostro Centro Studi "I Cappuccini" va proprio in questa direzione. Insieme alle altre associazioni che fanno parte del Centro, abbiamo cercato di rendere più accessibili temi importanti come la Pace, il Lavoro, la Cittadinanza. L’obiettivo era chiaro: offrire strumenti semplici ma utili, per aiutare chi ci ascolta a formarsi un’opinione e a orientare le proprie decisioni.

Certo, non sempre è stato facile: a volte abbiamo dovuto trovare un equilibrio tra sensibilità diverse. Ma abbiamo cercato di restare fedeli allo spirito iniziale, quello del dialogo e del confronto vero.

Penso che scegliere di guardare a Pace, Lavoro e Dignità in chiave futura sia anche un modo per proseguire il cammino del Giubileo della Speranza.

Perché la speranza cristiana non è aspettare passivamente che le cose migliorino da sole.

È agire, costruire, creare le condizioni perché ciò in cui crediamo possa davvero accadere.

Delfina Colombo, presidente provinciale Acli Milano

La Campagna Pace, Lavoro e Dignità segna, una traccia un filo rosso per non dimenticare quali sono le ragioni fondanti della nostra azione sociale rinnovando nell’oggi la memoria delle origini che nei fatti rimane ancora la “miniera” da cui attingere una rinnovata passione per la nostra Associazione.

Le ACLI Milanesi nei loro ottant’anni di storia si sono distinte per un impegno incessante in queste tematiche come dimostrano ancora oggi gli oltre 83 incontri e quelli ancora in programma della attuale campagna.

Le nostre azioni sulla pace abbracciano una visione dell’umanesimo integrale (tanto caro al nostro amato Papa Francesco) che pone l’uomo come creatura relazionale, chiamata alla comunione e alla responsabilità verso il creato e gli altri esseri umani.

In questa accezione il bene comune richiama l’idea di una pace che non sia solo compromesso politico ma piena fioritura della giustizia sociale che chiede il nostro impegno accanto alle altre realtà del terzo settore, le comunità ecclesiali e le istituzioni pubbliche nel promuovere una convivenza giusta, inclusiva e pacifica.

Anche il lavoro è dignità che edifica la pace. La crescita della persona e della società, la collaborazione, la condivisione della ricchezza generata non sono un’utopia come dimostrano tante esperienze positive di un’economia effettivamente civile, dove si scommette sulla responsabilità di ogni persona che lavora, sulla partecipazione dei lavoratori, sulla collaborazione con le comunità, dove non si guarda solo al profitto.

Il senso del nostro operare per la promozione sociale di tutte le persone che incontriamo ci porta ancora una volta, come è stato alle origini, a rivestire un ruolo di fondamentale importanza per continuare a rivendicare la necessità della tutela della persona nei suoi diritti fondamentali esaltati dalla nostra esperienza religiosa.

Antonino Bianca, presidente provinciale Acli Siracusa

Le Acli di Siracusa riconoscono nella Campagna "Pace, Lavoro e Dignità" una proposta politica e culturale necessaria, capace di parlare al cuore del nostro tempo. In un territorio come quello di Siracusa, segnato da contraddizioni profonde – inquinamento ambientale, disoccupazione giovanile, diseguaglianze crescenti – questi tre temi non sono slogan, ma urgenze quotidiane.

Pace, per noi, significa educare a una convivenza fondata sul rispetto, sulla giustizia e sulla cura del territorio. Come ricorda Papa Leone “Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante”. La pace si costruisce facendo rete, per questo abbiamo partecipato Giornata diocesana della pace promossa dall’Azione Cattolica, offrendo il nostro contributo per testimoniare che la pace nasce dal basso, con gesti umili, concreti e comunitari. La pace non è solo assenza di guerra. È molto di più: è giustizia nelle relazioni, è rispetto della dignità umana, è possibilità di costruirsi un futuro attraverso il lavoro. La pace si fa concreta quando ogni persona può vivere senza paura, senza fame, senza essere costretta a fuggire, senza essere umiliata o sfruttata. Viviamo in un tempo segnato da guerre conosciute e da violenze quotidiane che spesso non fanno notizia. Ma la pace comincia anche dai gesti piccoli: dal rispetto sui luoghi di lavoro, dalla solidarietà tra generazioni, dalla capacità di accogliere chi è diverso da noi.

Lavoro, nel nostro contesto, è questione di dignità e di futuro. Il Presidente Sergio Mattarella ha affermato che "il lavoro è il primo fattore di coesione sociale, il fondamento della Repubblica, e la condizione per l’esercizio pieno della cittadinanza." È con questo spirito che abbiamo promosso la creazione di un orto sociale, in collaborazione con le suore missionarie Francescane di Maria, uno spazio di inclusione, formazione e riscatto, che unisce cura della terra, comunità e opportunità per chi è in cerca di speranza. Oggi l’orto è gestito da Agronomi volontari, in collaborazione con altre realtà del Terzo Settore, e si rivolge principalmente a ragazzi e ragazze con diverse disabilità e alle loro famiglie. Questo non è solo un progetto agricolo, ma un'esperienza concreta di inclusione e di impegno civile.

Dignità è la cifra con cui vogliamo rileggere ogni azione sociale e politica. È in questa prospettiva che molte delle nostre iniziative – anche se non formalmente coordinate con la Campagna nazionale – ne condividono profondamente lo spirito.

Guardiamo con convinzione alla Campagna come occasione per attivare i nostri circoli, consolidare e creare alleanze nuove, condividere visioni. Dai territori, dove i nostri circoli operano, può partire un grande messaggio di riscatto e di speranza. Nei prossimi mesi vogliamo promuovere momenti pubblici che sollecitino la società civile a mobilitarsi sulla partecipazione democratica e sui temi della nostra campagna Acli. Vogliamo creare dei laboratori di cittadinanza, dove Pace, Lavoro, Dignità e Partecipazione diventino temi cruciali e non più rimandabili perché come ci ricordava Papa Francesco: “senza lavoro non c’è dignità, senza dignità non c’è pace, e senza pace non c’è futuro".

PACE, LAVORO  E DIGNITÀ - Le Acli e l’educazione a partecipare https://pop.acli.it/images/GIUGNO_2025/Partecipazione_2.jpg Redazione POP.ACLI