Non rassegnarsi a letture pessimistiche, depressive e sconfortanti è per una associazione come le ACLI una responsabilità sociale, culturale, politica, etica e anche spirituale…

Ci troviamo in un'epoca di grandi e repentini cambiamenti, che spesso ci appaiono come involuzioni non desiderabili. Penso all'affermarsi di nazionalismi e sovranismi in Europa; alla violenza concettuale, verbale e fisica che anima i movimenti che predicano la re-migrazione; al consolidarsi di poteri economici sterminati che si saldano con poteri politici o, anzi, si sostituiscono ad essi; ai cambiamenti che l'intelligenza artificiale avrà sul mondo del lavoro e che ancora non siamo in grado di prevedere e orientare; all'incapacità del nostro mondo di mettere la salvaguardia del pianeta davanti al profitto e di fare pagare i costi della transizione economica secondo logiche di equità e distribuzione.

Non rassegnarsi a letture pessimistiche, depressive e sconfortanti è per una associazione come le ACLI una responsabilità sociale, culturale, politica, etica e anche spirituale. Affermare convintamente che l'unica strada generativa, in tutte le epoche, è quella che prova a condividere il proprio destino con gli altri, a perseguire strade che mettano davanti a tutto pace e giustizia, fraternità e solidarietà. “Che senso ha sperare nella Risurrezione se sulla Terra non siamo capaci di far risorgere chi vive oppresso dall’ingiustizia, dalla paura e dalla povertà? Dobbiamo inventarci di tutto per ridare dignità alle persone, con pazienza e segni concreti di speranza” (don Luigi Ciotti).

In quest’ultimo mese la nostra Associazione ha provato a dare forma a tutto questo, con l’impegno concreto, che in parte raccontiamo in questo numero di POP.

È infatti stata avviata e conclusa la campagna "Pace, Lavoro e Dignità" – dal 25 aprile al 15 giugno – che ha visto realizzare nei territori aclisti tantissime iniziative: più di 600 iniziative che si sono svolte in tutta Italia, riconducibili ad almeno uno dei tematismi della campagna, realizzate per la metà da circoli e per la restante metà da Province acliste e ACLI Regionali, a volte anche insieme. Di queste, 172 si sono svolte come celebrazione dei momenti forti di questo periodo, cioè le giornate del 25 aprile, del Primo Maggio, del 9 maggio (Giornata dell’Europa), del 2 giugno e infine dei referendum dell’8-9 giugno. Il mese di maggio ha visto svolgersi circa la metà dei 600 appuntamenti, di cui 135 dedicati specificamente al lavoro, che è stato trattato non solo attraverso momenti seminariali, ma anche attraverso laboratori, incontri, spettacoli, veglie di preghiera, momenti di convivialità. 50 sono stati inoltre gli incontri sul tema del Referendum. In questo numero di POP abbiamo intervistato 4 Presidenti provinciali – Stefania Romano di Brescia, Delfina Colombo di Milano, Andrea Valente di Pisa, Antonio Bianca di Siracusa – che ci hanno aiutato a narrare questa campagna. Inoltre, l’articolo di Mauro Carta riprende i contenuti veicolati nel mese di maggio dalla nostra associazione nazionale, anche attraverso le due ricerche realizzate insieme a IREF sui dati CAF Acli, che ci hanno detto che “Un lavoro non basta” e che c’è “Sempre meno ceto medio”.

La nostra associazione continua a essere fortemente impegnata sul fronte della pace: il nostro Presidente Nazionale ha partecipato a numerosi eventi, dibattiti, manifestazioni, tra cui quella del 7 giugno a Roma, la marcia della pace da Marzabotto e Montesole e saremo presenti anche alla manifestazione nazionale del 21 giugno, sempre a Roma. Inoltre, si è svolta la carovana Solidale che ci ha visto partecipare con un gruppo di parlamentari e di associazioni alla missione a Rafah: il Vicepresidente Italo Sandrini racconta questa esperienza, proponendo una seduta parlamentare italiana direttamente a Gaza. Abbiamo inoltre celebrato con due eventi significativi, uno a Milano e uno a Pisa, i 30 anni dal massacro di Srebrenica che coincide con la scelta di IPSIA di restare in Bosnia alla conclusione del conflitto nella ex Jugoslavia, di cui trovate riflessioni nell’articolo di Marco Calvetto.

In questo numero di POP, vi invitiamo anche a partecipare al 56esimo Incontro Nazionale di Studi, che si svolgerà a Firenze e che vedrà la nostra associazione affrontare il tema della crisi della democrazia, con focus sulla situazione Europea, sul tema della tecnocrazia, dei grandi poteri economici globali e sul ruolo delle istituzioni Europee, combinandolo anche con uno sguardo locale, centrato sull'agire sociale e di prossimità, sul nostro essere una rete associativa che vuole operare in una "prospettiva civica". Rifletteremo su quanto di promettente ci sia in una politica che si ricostruisce nei legami tra le persone, nella vivacità plurale, nei percorsi di innovatività sociale e culturale, nei rapporti con le istituzioni locali e nelle reti sociali. Dedicheremo uno spazio ampio al tema della partecipazione politica, legato al mondo giovanile, per cogliere nuova passione politica e nuove prospettive e strumenti. In questo numero di POP un mio articolo di inquadramento dei temi, un articolo di Simonetta De Fazi con bibliografia, filmografia, sitografia per iniziare ad approfondire i temi e un articolo di Cecilia Ficcadenti, che illustra alcuni contenuti del libro L’altra Politica. La partecipazione tra movimenti sociali e attivismo civico nei vecchi e nuovi conflitti, che presenteremo in diretta streaming e in presenza presso la sede Nazionale ACLI il 24 giugno. Proprio in questo quadro, la parola del mese è “PARTECIPAZIONE”, nell’articolo di Cristina Morga.

Infine, un promemoria sugli appuntamenti associativi delle prossime settimane.

Buona lettura!

L’impegno associativo nelle crisi sistemiche https://pop.acli.it/images/GIUGNO_2025/editoriale.jpg Redazione POP.ACLI