80 anni fa, iniziava la fine della guerra, la fine dell’orrore e delle persecuzioni. Per molte e molti, cominciava un lunghissimo silenzio…

17 gennaio 1945. Ha luogo l’ultimo appello generale nel campo di Auschwitz: sono presenti circa 67.000 prigionieri. Difronte all’avanzare delle truppe sovietiche, dopo aver eseguito, nel novembre e dicembre precedenti, gli ordini di Himmler di distruggere i forni crematori e le camere a gas per non lasciare prove dell’eccidio, le SS cominciano l’ultima evacuazione dei prigionieri dal complesso di Auschwitz, costringendoli a marce forzate che li porteranno all’interno del Reich: saranno ricordate come “marce della morte”.

17 gennaio 1945. L'Armata rossa entra a Varsavia
Prima della Seconda Guerra Mondiale, la città costituiva uno dei principali centri della vita e della cultura ebraiche. La popolazione ebraica di Varsavia prima della guerra contava più di 350.000 persone e costituiva circa il 30% della popolazione dell’intera città (circa 1.200.000 abitanti). La comunità ebraica di Varsavia era inoltre la più grande d’Europa e la seconda al mondo dopo quella di New York.
Quando le truppe sovietiche ripresero, il 17 gennaio 1945, entrarono a Varsavia, si trovarono di fronte a una città devastata. Solo 174.000 persone rimanevano ancora in vita nella capitale, meno del 6% della popolazione d’anteguerra; tra di loro, circa 11.500 erano ebrei.
(Fonte: Enciclopedia dell’Olocausto)

27 gennaio 1945. L’Armata Rossa libera il campo di concentramento di Auschwitz
Auschwitz era un gigantesco complesso costituito da tre campi di prigionia: Auschwitz I (il campo originario), Auschwitz II-Birkenau (campo di concentramento e sterminio) e Auschwitz III-Monowitz (campo di lavoro), oltre ad altri campi satellite. Quando i sovietici vi fecero il loro ingresso, la maggior parte delle guardie era già fuggita. All'epoca ad Auschwitz rimanevano 2.819 prigionieri. Ma per molti la liberazione arrivò troppo tardi. Centinaia di prigionieri, troppo deboli, morirono nei loro letti o nei baracconi sovraffollati.
I soldati sovietici che arrivarono al campo il 27 gennaio 1945 trovarono 370mila abiti da uomo, 837mila abiti da donna, 44mila paia di scarpe e 7,7 tonnellate di capelli umani, che, secondo calcoli fatti all'epoca, sarebbero appartenuti a circa 140mila persone. Come osserva il politologo e giornalista Germán Padinger, «si stima che 1,3 milioni di persone siano stati mandati ad Auschwitz tra il 1940 e il 1945, e che almeno 1,1 milioni vi siano stati uccisi, secondo i dati del Museo memoriale dell'Olocausto degli Stati Uniti. In tutti i campi di concentramento e di sterminio, durante la guerra, si calcola che sei milioni di persone siano state uccise dai nazisti semplicemente perché ebree, mentre altri undici milioni morirono perché appartenenti ad altre minoranze, tra cui civili e soldati sovietici e polacchi catturati in azione».
(Fonte: Storica National Geographic)

Il 27 gennaio è riconosciuto internazionalmente come “Giorno della Memoria”. Formalmente, il riconoscimento – nel nostro Paese – è avvenuto prima della Risoluzione ONU, con la Legge 20 luglio 2000, n. 211, Istituzione del "Giorno della Memoria" in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
La Giornata Internazionale di Commemorazione in Memoria delle Vittime dell’Olocausto è stata indetta con la Risoluzione A/RES/60/7 del 1º novembre 2005.

80 anni fa… Gennaio 1945 https://pop.acli.it/images/MARZO_2025/Ausw_Wiki_creative_commons.jpg Redazione POP.ACLI