Il 3 ottobre del 2013 un’imbarcazione, partita due giorni prima da Misurata, si è rovesciata e le 543 persone a bordo sono finite in mare. Questo tragico evento, insieme purtroppo a tanti altri, ha portato a istituire la "Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione" nel giorno del 3 ottobre…

A meno di un miglio dalle coste dell’isola di Lampedusa il 3 ottobre del 2013 un’imbarcazione libica, partita il 1° ottobre da Misurata, si è rovesciata e le 543 circa persone a bordo finiscono in mare. 
I superstiti furono 155, i morti 368, circa 20 i dispersi. Erano principalmente di origine eritrea ed etiope. 

I superstiti riferirono che per uscire dall'Eritrea erano necessari 600 dollari, per il tragitto fino a Khartoum 800 dollari, per arrivare in Libia altri 800 dollari, e 1600 dollari per la sola traversata del Mediterraneo. 

Alcuni giovani raccontarono di essere stati rapiti in Libia e trasferiti in prigioni clandestine nel Sinai dove per il loro rilascio venivano chiesti riscatti alle famiglie o al regime eritreo. 

Il cordoglio per le vittime, che si aggiunsero alle altre di tutti quegli anni nell’attraversare il Mediterraneo, si trasformò in azione per chiedere la modifica o l’abrogazione delle leggi sull’immigrazione e l’accoglienza in Italia e in Europa dei migranti.  

Queste azioni non portarono però i frutti sperati e da allora altri migranti sono morti naufraghi in mare e ancora oggi, seppur con numeri inferiori, molte persone cercano di attraversare il Mediterraneo per raggiungere paesi, non solo l’Italia, dell’Unione Europea in cerca di una vita migliore o di un transito verso altri paesi extraeuropei.  

Il cammino dei migranti, sia essa per la rotta del Mediterraneo, o per la rotta del Balcani, è piena di insidie, difficoltà insite nel percorso, violenze e detenzioni. 

Il desiderio di una vita migliore è la motivazione che spinge giovani, donne con i loro bambini, ragazzi soli, a intraprendere viaggi lunghi, costosi e pericolosi.  

Il film “Io capitano” ne ha mostrato con delicatezza e verità le insidie, le fatiche e le solidarietà che si creano tra le persone.  

Una esperienza dolorosa che preferiamo spesso non approfondire perché faticosa da reggere emotivamente e che evidenzia la nostra immobilità, impotenza, di fronte a una politica che preferisce non affrontare questa situazione strutturale di migranti per motivi politici, economici e climatici.  

In seguito alle numerose azioni di solidarietà e accoglienza da parte della comunità dell'isola di Lampedusa, il settimanale italiano l'Espresso aprì una raccolta firme affinché Lampedusa fosse candidata a ricevere il Nobel per la pace e affinché la data del 3 ottobre fosse riconosciuta quale "Giornata della memoria e dell'accoglienza". 

Il 15 aprile 2015 la Camera dei deputati approvò con 287 voti favorevoli, 72 contrari e 20 astenuti l'istituzione del 3 ottobre quale data della "Giornata nazionale in memoria delle vittime dell'immigrazione". Il Senato della Repubblica ha poi ratificato tale decisione il 16 marzo 2016. 

Ricordare la tragedia di Lampedusa https://pop.acli.it/images/OTTOBRE_2024/shutterstock_2243759249.jpg Redazione POP.ACLI