Nell’anno 2023 il numero di stranieri rilevati dall’Inps è pari a 4.384.044, di cui 3.820.718 lavoratori (87,2%), 319.456 pensionati (7,3%) e 243.870 percettori di prestazioni a sostegno del reddito (5,6%)…
Analizzando la serie storica dal 2014 al 2023, si rileva, nel complesso, una crescita degli stranieri, ad eccezione dell’anno 2020 in cui si registra una lieve flessione (-0,5%). Se si analizza la distribuzione degli stranieri per area di provenienza, si osserva che mentre gli stranieri non comunitari sono aumentati ogni anno, gli stranieri comunitari dell’UE a 15 hanno registrato una lievissima crescita fino al 2019, sono diminuiti del 2,2% nel 2020 e del 9,7% nel 2021 (a causa della definitiva uscita dall’UE del Regno Unito) per poi crescere di nuovo del 3,2% nel 2022 e dell’1,5% nel 2023. Gli stranieri provenienti dai restanti Paesi dell’UE (si tratta soprattutto di romeni) evidenziano invece una tendenza alla contrazione: tra il 2014 e il 2023 sono diminuiti di circa 98.000 unità (-10,3%).
Analizzando i dati per singolo Paese, nel 2023 si conferma la forte presenza di romeni che con 705.961 soggetti rappresentano il 16,1% di tutti gli stranieri regolari presenti sul territorio nazionale. Seguono gli albanesi (427.717, 9,8%), i marocchini (342.469, 7,8%), i cinesi (223.321, 5,1%), gli ucraini (217.494, 5,0%) e i bengalesi (157.044, 3,6%). Nel complesso queste sei nazioni totalizzano circa la metà degli stranieri rilevati nelle banche dati INPS (47,3%).
In termini assoluti il numero più alto di pensionati si registra per gli Albanesi (36.316 pensionati, l’11,4% di tutti i pensionati stranieri) e riflette la storia degli immigrati provenienti dall’Albania che negli anni ’90 rappresentavano la principale nazionalità di immigrazione.
Analizzando il tasso di mascolinità, si osserva che i cittadini stranieri sono a prevalenza maschile (56,7%) ma con differenze notevoli tra singoli Paesi. Il tasso più alto è detenuto da Pakistan (94,6%), Bangladesh (93,7%), Egitto (92,0%), Senegal (82,8%), India (78,0%) e Marocco (71,3%). Al contrario Ucraina, Moldova, Perù e Filippine sono Paesi per i quali prevale il sesso femminile con un tasso di mascolinità rispettivamente pari a 20,8%; 33,3%; 40,7%; 42,5%.
Analizzando la distribuzione per età, va osservato che i non comunitari sono generalmente più giovani degli stranieri provenienti dai Paesi comunitari.
Quanto alla distribuzione territoriale risulta che il 61,8% degli stranieri risiede o ha una sede di lavoro in Italia settentrionale, mentre il 23,3% si trova in Italia centrale e il 14,9% nell’Italia meridionale e Isole…