Presentato il 13 febbraio scorso a Roma il "Rapporto sullo stato e l’evoluzione del diritto del Terzo settore in Italia - A due passi dalla meta. Verso il completamento della riforma"...
È arrivato alla sua quarta edizione il Rapporto della Fondazione Terzjus ETS, di cui le ACLI sono co-fondatrici, nata per promuove la cultura giuridica del Terzo Settore, della filantropia e dell’impresa sociale, proponendo un’analisi della riforma del Terzo Settore del 2017 e del suo stato di concreta applicazione.
Ad illustrare i contenuti di questo quarto Rapporto sono gli stessi promotori nell'introduzione, dopo aver fatto riferimento all'"ottimismo" del titolo, riferito all'atteso e (ritenuto) imminente rilascio dell’autorizzazione europea, che renderà efficaci le principali norme sulla fiscalità degli ETS, e il decreto ministeriale sui controlli degli ETS, che salvaguarderà identità ed immagine dell’intero terzo settore contro eventuali abusi della qualifica.
«I capitoli iniziali (a cura di Antonio Fici e Gabriele Sepio), contenuti nella prima parte del Rapporto, fanno il quadro sull’evoluzione compiuta dal terzo settore e dal suo diritto, soprattutto dalla conclusione del precedente Terzjus Report, nonché sulle ulteriori traiettorie di sviluppo che è possibile per entrambi prospettare oggi.
Nella seconda parte, invece, si trovano analisi diverse mirate alla maggiore conoscenza del terzo settore post riforma e di particolari tipologie di soggetti che si muovono al suo interno, come gli enti filantropici o gli altri enti del terzo settore che svolgono azioni filantropiche (nel capitolo a cura di Claudia Ladu e Mara Moioli), gli enti sportivi dilettantistici (nel capitolo curato da Cristiano Caltabiano e Gabriele Sepio) e gli ETS operativi nei servizi socio-sanitari (nel capitolo a cura di Andrea Bassi). Completa la seconda parte un capitolo (a cura di Claudio Gagliardi) sugli enti dell’economia sociale, una categoria di enti, quest’ultima, di matrice europea e non corrispondente a quella degli enti italiani del terzo settore, che della prima costituiscono una particolare species.».
Sulla costruzione del Rapporto e sugli approfondimenti, si precisa ancora nell’introduzione: «La nostra prospettiva è stata anche quest’anno – in continuità col precedente Rapporto – da un lato quella di privilegiare i profili di maggiore novità, con riferimento sia a “nuove” tipologie di enti del terzo settore, come gli enti filantropici, sia a tipologie di enti che, seppur da tempo esistenti, sono state fortemente rinnovate dalla riforma, come le reti associative e i centri di servizio per il volontariato; dall’altro lato, di dare conto non solo dei profili più strettamente regolatori, ma anche di quelli di promozione del terzo settore.
Quanto al metodo, anche in questo Terzjus Report, l’analisi giuridica si combina con altre analisi, soprattutto sociologhe e statistiche, e trae da esse enorme giovamento. Il diritto del terzo settore che coltiviamo e promuoviamo è quello “vivente” con il quale quotidianamente le organizzazioni si confrontano e a volte si scontrano, che trae origine da strumenti di soft law e non solo dalla legge, che tutti gli operatori coinvolti nella riforma, dagli Uffici del RUNTS ai conservatori del Registro delle imprese, dai notai ai commercialisti, applicano ogni giorno nei loro rispettivi ruoli e con le rispettive responsabilità.
È un diritto articolato e complesso, come più volte abbiamo avuto modo di sottolineare, vuoi perché è articolata e complessa la realtà di cui si occupa, vuoi perché articolate e complesse sono le modalità con cui intende perseguire gli scopi promozionali che in ultima istanza si prefigge. Obiettivo del Rapporto annuale di Terzjus è pertanto renderlo accessibile, spiegarlo, analizzarlo criticamente, promuoverlo o, al contrario, suggerirne modifiche, allorché ostacoli o rallenti l’ulteriore evoluzione del terzo settore.».