È stato pubblicato il 20 marzo scorso il primo numero del Bollettino trimestrale CNEL sul Mercato del Lavoro, nato dalla collaborazione tra il CNEL e l’ISTAT per valorizzare e amplificare la diffusione delle statistiche ufficiali sul mercato del lavoro…
Il primo numero del Bollettino è dedicato ai dati annuali del 2024, con un focus su tre tematiche centrali: l’occupazione femminile, il lavoro giovanile e le differenze territoriali. Tra i dati più rilevanti emerge che nel 2024 il numero complessivo degli occupati ha raggiunto 23 milioni e 932 mila unità, con un incremento di 352 mila persone rispetto al 2023. Il tasso di disoccupazione è in calo, in particolare per le donne. Questo andamento positivo lascia inalterata la differenza di genere nei tassi di occupazione, che nelle donne italiane è pari a -16,8 punti percentuali rispetto agli uomini, mentre per le donne straniere sale a -26,5 punti. Sebbene il conseguimento di un titolo di studio terziario aiuti l’inserimento delle laureate nel mondo del lavoro, (-6,9 punti percentuali rispetto agli uomini laureati), si sottolinea l’urgenza di implementare politiche che promuovano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, favorendo la conciliazione delle esigenze di vita e di lavoro e una effettiva parità delle retribuzioni.
L’analisi territoriale conferma la disparità tra le diverse aree del Paese, il Mezzogiorno, anche se con un dato annuale positivo (+1,1%) presenta in alcune regioni i tassi di occupazione più bassi dell’Unione Europea.
Il lavoro dipendente rimane il più diffuso, con una quota di part-time che supera il 28% per le donne, rispetto al 7% degli uomini. Il contratto a tempo indeterminato rappresenta oltre l’86% del lavoro dipendente maschile, con uno scarto positivo di poco meno di 3 punti percentuali in tutte le ripartizioni ad eccezione del Mezzogiorno, dove raggiunge 4,3 punti percentuali.
Evidenze positive ma non risolutive in tema di NEET, giovani in età 15-29 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano ad attività di formazione. Il numero complessivo rimane elevato - nel 2024 sono 1,34 milioni - seppure in decisa diminuzione (-4,8% rispetto al 2023). Per il 33,9% dei giovani che non ha cercato attivamente un lavoro o non è disponibile ad iniziarne subito uno, una più efficace azione delle politiche attive potrebbe portare a risultati positivi per il loro inserimento nel mercato del lavoro...