A cinque anni dal primo studio, la Fondazione Ebert torna a studiare le "disparità socioeconomiche territoriali in Italia", ridisegnando una mappa inedita del nostro Paese, oltre la tradizionale contrapposizione tra Nord e Sud...
Con la convinzione di dover andare oltre al divario Nord-Sud, questo studio - condotto da Francesco Prota e Lorenzo Cicatiello - offre un’analisi dettagliata delle disparità territoriali a scala subregionale e identifica “Cinque Italie”, ognuna con caratteristiche economiche e sociali peculiari.
Riportiamo di seguito alcuni stralci dalla presentazione del volume.
«Nelle ultime due decadi, le regioni italiane, e in particolare quelle economicamente meno avanzate, non hanno mostrato alcun processo di convergenza verso la media dell’Unione Europea. Le disuguaglianze territoriali in termini di reddito raccontano, però, solo una parte della storia; infatti, molti territori scontano un gap anche rispetto a dimensioni più ampie che hanno un impatto sul benessere delle persone: esistono differenze regionali significative, ad esempio, nell’accesso e nella qualità dei servizi pubblici e delle infrastrutture. Vi è, poi, una frattura (che rischia di aggravarsi) tra comunità rurali e urbane.
La classica lettura dell’economia italiana come di un’economia duale con la contrapposizione fra un Nord sviluppato e vivace ed un Sud in ritardo ed irrimediabilmente tagliato fuori dalle traiettorie di sviluppo delle regioni europee più dinamiche appare oggi del tutto inadeguata ed incapace di fornire quella indispensabile base conoscitiva per il disegno di politiche di riequilibrio territoriale efficaci.
Per queste ragioni l’analisi presentata in questo rapporto si focalizza sul livello subregionale (le province), per dare contezza dell’estrema eterogeneità spaziale del nostro Paese (anche all’interno della medesima regione), e su un mix di indicatori che ci permette di misurare diverse dimensioni delle disuguaglianze territoriali: economia e mercato del lavoro; capitale umano; demografia; servizi; qualità della vita; capitale civico…
In sintesi, le Cinque Italie che emergono dalla nostra analisi ci restituiscono, plasticamente, l’immagine di un Paese profondamente diseguale al suo interno. È, quindi, fondamentale che il tema delle disuguaglianze territoriali riceva un’attenzione molto maggiore da parte delle forze politiche progressiste, se si vogliono contrastare i movimenti populisti di destra e ricucire un rapporto, che si è spezzato, con quei cittadini che sperimentano disuguaglianze nei diritti o che percepiscono una disuguaglianza di riconoscimento delle proprie esigenze.».